Ariocarpus agavoides

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Ariocarpus agavoides

Messaggioda marco » 31/10/2014, 15:18

Un'altra prima fioritura :D
Seminata nel 2008 e innestata nel 2010 l'anno venturo tenterò di riaffrancarla :D
Ariocarpus agavoides_©M.S.2014 .JPG
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda angelo » 31/10/2014, 18:17

l'innesto ha fatto una grande differenza in soli 2 anni. Marco non si vede bene cos'è ? :)
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda marco » 31/10/2014, 19:20

Si Angelo, l'inneso ha proprio fatto la differenza: non tanto per quanto riguarda la data della fioritura (numero di fiori sbocciati a parte) perchè le sue due sorelle hanno fiorito anche loro per la prima volta 20 gg fa ma per la spinta che il soggetto dato alla pianta
ecco la sorella seminata nella stessa data e lasciata crescere franca, una bella differenza: quella innestata sembra una pianta già fatta ed adulta mentre quella rimasta franca sembra ancora un po immatura :D
016Ariocarpus_agavoides_(58)_©M.S.2014 (Large).JPG


Come portainnesto ho usato un'Echinopsis, il meglio in posti con alto tasso di freddo e umidità invernali: ho preferito fare un'innesto basso per avere la possibilità di affrancare la pianta solo aggiungendo acadama fino a coprire il postainnesto ormai suberificato e fino ad arrivare a contatto con l'Ariocarpus in modo che sia stimolato a radicare sentendo il contatto dell'acadama
E' un processo lungo ma sicuramente permette la radicazione senza staccare la marza dal portainnesto col rischio di perderela.

Ho altri due Ariocarpus in questa fase il grosso retusus innestato che a quanto pare sembra aver emesso radici proprie anche se è ancora interrato e l'hintonii bicefalo che ha emesso radici proprie pur essendo su innesto simile a quello dell'agavoides sopra

Si sperimenta Angelo, ma sopratutto si mettono in pretica i consigli e le dritte di persone molto ma molto preparate :mrgreen:
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda angelo » 02/11/2014, 19:37

Ciao Marco, come ben sai utilizzo anch'io gli innesti ma solo per quelle piante molto lente nella crescita con l'intento poi di affrancarle.
Benchè uso in prevalenza dei myrtillocactus(qui vanno più che bene) rispetto alle piante franche, trovo siano un po' più innaturali nella crescita anche con i dovuti accorgimenti nella coltivazione.Spine, fusti ma anche i fiori sono diversi dalle piante a crescita naturale.Molto esperimenti li faccio anche per questo, per valutarne i diversi aspetti e di conseguenza stabilire se vale o meno innestarle.Per alcune specie ho notato che franche crescono meglio che innestate. Altre invece no.Resta il fatto che, almeno per quel che ho notato, le piante innestate ci mettono un bel po' a riprendere la loro forma usuale dopo che si tenta il riaffrancamento oltre al fatto che difficilmente , nel caso di specie tuberose, emmeteranno quel classico tubero di una crescita su radici proprie anche se questo compromesso a volte si deve accettare :)
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda nettuno » 02/11/2014, 20:25

in effetti il fiore del'innestato è molto più grosso e appariscente del secondo , si vede che l'echinopsis non solo ha alimentato l'innesto , ma ha dato anche del suo carattere :lol: :lol:
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda marco » 03/11/2014, 13:17

Ciao Angelo più volte abbiamo discusso privatamente del fatto che sia necessario scegliere il porta innesto in base alla zona in cui si coltiva e questo è molto giusto.
Quì non è impossibile usare Myrtillocactus come portainnesto ma è sconsigliabile, a causa del freddo e l'umidità invernale che sono un formidabile connubio per il pericolo di malattie fungine per quella pianta nelle nostre condizioni: inoltre il Myrtillocactus pompa molto le marze e penetra molto in profondità, questo determina difficoltà nel disaccopiare marza e soggetto una volta che avremo deciso di reinnestare (questa operazione andrebbe fatta ogni 7/8 anni) perchè più di tanto un'innesto non dura, oppure riaffrancare le piante innestate.
Ecco i motivi che solitamente se possibile mi fanno sceglere di usare altri soggetti per i miei innesti come: Echinopsis, Trichocereus, e Harrisia jusberti.
Come fai notare poi, si fa poi molta fatica a riportare le piante alle condizioni naturali e sopratutto piante con radici fittonanti come Ariocarpus, una volta riaffrancate non faranno mai più il grosso caudice ma emetteranno radici un po più sostenute ma cmq fascicolate
Il compromesso però in alcuni casi come fai notare, specialmente su piante molto lente, è cmq accettabile l'importante è non esagerare :D

Ciao Claudio in effetti l'Ariocarpus innestato ha fiorito insieme a quello franco ma la pianta innestata è molto più formata anche se al contempo ha mantenuto alcuni caratteri della giovane età ad es le spine che spero mantenga definitivamente
Dubito però che l'echinops abbia in qualche modo trasferito qualche carattere all'Ariocarpus Magar!!!!! ne sarebbe veuta furi una chimera :mrgreen:
é solo che la pianta innestata si è sviluppata in modo più veloce e ha acquisito i caratteri di una pianta adulta in 3 anni dall'innesto mentre le semine lasciate franche continuano li loro lungo percorso di crescita lenta :)
Qui sotto c'è una pianta franca di circa 20 anni come vedi i fiori sono grossi come quelli della pianta innestata :D

005Ariocarpus_agavoides_(56)_©M.S.2014 (Large).JPG
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda angelo » 05/11/2014, 9:17

maledetta adsl, mi ha lasciato a piedi per 24h :furious:

ciao Marco,sull'utilizzo dei portainnesti sta come dici alle nostre esigenze e in particolare ai climi in cui utilizzarli.
Vero il fatto che il myrtillocactus entra in profondità nella marza rendendo problematico lo stacco ma cio' l'ho notato solo per gli astrophytum almeno negli innesti che ho effettuato fin'ora.Negli echinocereus, e ne ho innestato diverse specie, cio' non avviene mantenendo un visivo punto di giunzione facilmente staccabile quando si decide di riaffrancare la marza. Sul fatto che sia molto vigoroso credo dipenda dal diametro nel myrtillocactus.Se molto grosso e se innaffiato adeguatamente ovviamente pompa di più. Sono solito innestare su myrtillocactus di piccole dimensioni, al massimo 1/2cm di diametro escluse le coste e devo dire che unitamente a innaffiature contenute( a volerlo potrei anche innaffiarle 2 volte a settimana) le marze crescono si veloci, ma senza alterare di molto le usuali forme delle piante franche.In ogni caso, quelle si, le fioriture sono più precoci.

Sarebbe interessante aprire un topic documentato da immagini si quest'altro aspetto della nostra passione. :)
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Re: Ariocarpus agavoides

Messaggioda marco » 05/11/2014, 10:03

Ciao Angelo come sempre la capacità di coltivare passa per la capacità di capire le condizioni in cui si coltiva e sulla capacita in base a questo fatto, di scegliere i materiali idonei, portainnesti compresi, come i più attenti sanno fare ed è anche interessante la tua proposta di aprire un topic ben documentatato sugli innesti

Già questo mi sembra abbia assunto una connotazione tale da cosnsiderarlo una spece di anticipazione :wink:
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