ai tempi in cui facevo il turno diurno presto, alle cinque del mattino, qualche anno fà la bolla polare registrava minime intorno ai -11, -13 in pianura aperta, ed ero costretto alcune volte ad intercalare l'apertura delle cerniere, un rischio elevato...ma in freddo secco non si arrecano grandi danni, ho perso poche piante quell'anno
i danni veri sono quando perdura il manto nevoso intorno ai tetti e l'umidità è esagerata,e sopratutto se non compare qualche raggio di sole durante il giorno,e la galaverna impera, ma questo fenomeno negli ultimi venti trenta anni si è notevolmente ridotto da me, solo a pochi chilometri il discorso cambia a malpensa è molto peggio
fortuna vuole che questa esposizione è mattutina
il primo alloggio è situato al bordo ovest, quindi soggetto al primo sole, ma anche a tutta la tramontana che c'è, e la parete si copre di ghiaccio...ora faccio vedere alcuni ripari
qui vivono tutti i thelo, echinocereus,echinocactus grusoni e texensis, astrophythum (tranne gli asterias),due pediocactus ,lobivia ferox, gimno saglionis, leutchebergia principis, una vecchia coryphanta,il coptogonus e alcune escobarie...
sono un decennio che se la cavano bene quasi tutte,
il balcone eè lungo una ventina di metri o più, e all'altro capo la situazione migliora si è al riparo anche delle case vicine, esopratutto
in questa diversa serretta a quattro ripiani esposta in perpendicolare, alloggiano piante particolari, infatti non avrei mai immaginato di poter raccontare per anni la sopravvivenza ottimale di rapicactus e turbinicarpus, che stranamente non sono al piano più caldo ma bensì più sotto, scottano e disidratano meno e comesi vede fioriscono anche troppo presto, probabilmente autunni troppo solari le invogliano a non riposare, anche se io preferirei il contrario
ho anche qui tutti gli ancistrocactus, epithelathee, neolloydie,alune eryosice,qualche esemplare di sulcorebutie, rebutie,e mammilarie theresae, guelzowiana, humboldii,piccole coryphante e altro ancora ...ad esempio il tephro geometricus
si notino l'intelligenza dell'ingegnere che finalmente ha capito che le cerniere sono molto più utili a giobbotto
appresso un'altro alloggio più basso perchè l'altro per precauzione l'ho riservato al vano scale, via via le piante cosiddette difficili crescono, e non sono più in grado di rischiare esperimenti collettivi, e gli ariocarpus li ritiro là anche se sono convinto che sono piante resistenti, di fatto ho una peleciphora aselliformis e strobiliformis fuori, e non presentano danni , come anche altre....
ma torniamo all'immagine
un posizionamento della protezione rigida, permette un'azzardata apertura delle cerniere classiche senza tanto rischiare nella penetrazione del freddo, ma permette una migliore areazione, ...i buchi sullo schienale infatti appoggiati alla parete sono scarsi come risultati, andrebbero moltiplicati...
qui ho tutte le altre mammilarie escobarie, gymnocalicium,o lobiviette, qualche gioiello di pediocactus o soci, e altro ancora
ed ecco la visuale scale dove ricovero molte piccoline, scelte a caso, alcune mammilarie da Baja california, copiapoe , (Humilis e barquitensis sopravvivono anche a più freddo e stanno da anni fuori)
tutti gli ariocarpus come dicevo , strombo ,mammlarie luethty o herrarae, ... ad esempio una magallani dentro e una fuori,
ora vi saluto per non tediarvi oltre, anche se sull'argomento si potrebbe insistere
almeno cerco di orientramie orientare gli altri aulla resistenza difussa cei cactus all'inverno, cercando di contribuire al confronto con le tabeel a disposizione sui siti web
Mauro

le mie vivono ancora coperte solo da policarbonato e basta, e quindi tanta aria, ma finchè non vedo la minima andare almeno a - 4, gli faccio prendere tanta aria
che giornata 