pietra calcarea per Echinocactus

Tutto ciò che riguarda la coltivazione di cactus e succulente

pietra calcarea per Echinocactus

Messaggioda tommaso » 07/12/2011, 23:07

Dall'interessante libro sugli Echinocactus di Davide Donati e Carlo Zanovello, che ho appena finito di leggere, sembra che gli Echinocactus tendano ad evitare, in natura, zone con suoli vulcanici e prediligano suoli calcarei.
A conferma di questo fatto, nel proporre una composizione per il terriccio, gli autori suggeriscono di aggiungere a pomice e lapillo anche pietra calcarea.

Visto che di fatto pomice e lapillo sono pietre vulcaniche, mi chiedevo se potesse essere benefica per le piante una loro sostituzione con altri tipi di inerti.
Oltre a questo, vorrei chiedervi che tipo di pietra calcarea si potrebbe usare e, soprattutto, dove la si potrebbe reperire.

Sempre sulla base di queste considerazioni, potrebbe aver senso bagnare le piante con acqua del rubinetto invece dell'acqua piovana consigliabile in genere per le cactacee? Gli autori suggeriscono di aggiungere calcare senza aspettare che sia l'acqua a fornirlo, però magari l'acqua calcarea potrebbe comunque essere benefica per le piante...

C'è qualcuno che ha già considerato questi aspetti, fatto prove o, comunque, ha indicazioni utili a riguardo?
Poi, ovvio, se Davide o Carlo dovessero passare da qui, avremmo informazioni di primissima mano :)
Tommaso
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Re: pietra calcarea per Echinocactus

Messaggioda mauro » 09/12/2011, 9:37

ciao Tom, sono rimasto colpito anche io dalle info sull'assenza di queste piante nei terreni vulcanici...e mi ha fatto pensare ...
poi come sempre però osservo che le piante grasse hanno un gran adattabilità in cattività , in nostra compagnia e mi rassereno.
In generale quando avevo voglia di sperimentare terreni casuali , per avvicinarmi al calcareo non in possesso, cercavo di tagliare quel che avevo con l'aggiuta di sabbie da fiume, o ai primi tempi con varie conchiglie o gusci tritati, ...ai tempi avevo anche voglia e pazienza di raccogliere acque piovane , molto importanti per l'equilibrio coltivativo
Negli ultimi anni però sono diventato più assente via via, e queste cose le stò perdendo di pari passo anche alla lungaggine dei tempi di rinvaso,per cui usando spesso l'acqua del rubinetto , mio malgrado porto le piante a limiti insopportabili....vedo più sofferenze per sudamericane , ma le messicane finora non danno segni di cedimento da saturazione..
Mia suocera che è più selvatica :D , abita vicino ad un grande fiume, ma tu puoi scorrazzare per qualche torrente lì vicino, e raccogliere ghiaietto o limo( senza esagerare :hmm: ), come appunto fa la mamma, che coltiva le sue piante grasse in un terreno tra il compatto , dovuto al limo e il drenante dovuto al ghiaietto, e tenute a temperature che arrivano sovente ai meno dieci sul suo balcone vivono decentemente
Noi in generale comunque usiamo le lave per sfruttarne la struttura areata, e ci avviciniamo anche a colture massimali minerali, tanto da trasformarsi in alcuni casi in alimentatori chimici
vuoi per sicurezza per piante ritenute difficili, vuoi per esagerazioni
Io in definitiva sono convinto che una parte di idee vada sempre ascoltata , ma poi non si deve diventare matti per tutto, una buona dose di terreno va quindi in qualche modo aggiunta
sta a noi trovare quello più semplice e a portata.
Mauro
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Re: pietra calcarea per Echinocactus

Messaggioda angelo » 09/12/2011, 10:31

concordo con quanto detto da Mauro. Alla fine, in linea di massima basta un buon terriccio è una corretta esposizione per farle crescere decentemente senza per questo scervellarsi per quello o quell'altro componente ultra indispensabile.
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Re: pietra calcarea per Echinocactus

Messaggioda nettuno » 10/12/2011, 19:25

io avevo pensato di aggiungere marna , viste le foto del libro si assomiglia molto .
Quando ti pungi un dito non imprecare ! è la pianta che ti mostra affetto !"Nettuno"
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Re: pietra calcarea per Echinocactus

Messaggioda Ferochepassione » 08/01/2012, 17:33

Bisogna fare una netta distinzione tra terreni alcalini con ph superiore a 7 e terreni acidi con ph inferiore a 7 e con apporto di calcio.
Un terreno acido con presenza di calcio contenuto in esso in modo omogeneo dà sicuramente meno problemi di un terreno alcalino.
Le terre alcaline sono generalmente povere di elementi nutritivi e anche laddove gli elementi fossero sufficienti non risulterebbero disponibili per le piante. Una su tutte la netta incapacità delle piante di assorbire ferro. Da tale carenza che forse è la più evidente, la pianta andrà incontro alla clorosi ferrica con arresto della crescita, deperimento e poi morte.
Nelle terre acide invece questi tipi di problemi non sussistono e gli elementi sono sempre disponibili ad eccezione del calcio che può e deve essere apportato alla composta in misura adeguata e attraverso o gesso idratato o polvere di marmo o graniglia di amrmo o anche triturando i guusci di molluschi bivalvi.
Dove sta quindi la differenza: stache nella seconda ipotesi di composta si rende disponibile il calcio senza alterare il ph da acido ad alcalino evitando quindi tutte le conseguenze correlate.
Mi si dirà: ma in natura?
In natura ci sta una condizione diversa dalle nostre. L'acqua. Le piante in natura assorbono acqu o dalla cndensa o dalle piogge. Questa acqua è totalmente diversa per composizione chimica dalle nostre acque. Essa è molto acida a differenza delle nostre da rubinetto che sono alcaline. Ciò comporta che quando in quei luoghi piove si da vità ad una reazione chimica tra l'acido dell'acqua e l'alcalinità del terreno. Tale reazione scioglie elementi che in terra alcalina e con acqua alcalina mai potrebbero essere disponibili.
Detto ciò si può affermare che si potrebbe anche coltivare in terra alcalina purchè si innaffi con acqua acida.
Non commettere l'errore di coltivare in terra acida senza apporto di calcio sperando che tale apporto avvenga solo ed esclusivamente dall'acqua di rubinetto. La durezza dell'acqua di rubinetto è misurata tenendo conto non solo dei sali di calcio ma di tanti altri tipi di sale per cui un'acqua con durezza totale 20 può avere meno calcio di una con durezza totale 10. La durezza carbonatica dell'acqua (quella che misura il calcio) è altra cosa e non è la dureza totale.
Salvatore Formicola
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