Ariocarpus e cianoacrilato

Tutto ciò che riguarda la coltivazione di cactus e succulente

Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda marco » 14/04/2012, 17:12

Questo è un Ariocarpus bravoanus ssp. hintonii, seminato il 23/5/2009 poi innestato ad un'anno dalla semina il 13/6/2010
su Echinopsis.
Il portainnesto è veramente brutto ma non avevo altro e il piccolo semenzale, unico rimasto di una semina sfortunata gridava aiuto, solitario dalla sua cassettina, inoltre l'echinopsis è un portainnesto molto rustico che non pompa la marza in maniera inconsueta.
Era molto piccino e volevo avere una certa sicurezza sul fatto che l'innesto riuscisse.
In sostanza volevo essere sicuro che l'Ariocarpus fosse fissato alla perfezione alla pianta che lo avrebbe accompagnato per qualche tempo salvandolo e facendolo crescere in maniera tale che alla fine si potesse riaffrancare, una volta raggiunta una certa dimensione.
Come dicevo le dimensioni della marza erano talmente piccole che ho deciso di fissare la marza sul portainnesto con il cianoacrilato (Loctite).
A questo punto ho appoggiato la marza privata della sottile radichetta sui fasci linfatici dell'Echinopsis e ho steso la loctite tutto attorno all'innesto tenendo premuto per qualche secondo finchè il tutto si è fissato e la loctite cristallizzata.
Subito dopo due mesi ho notato che stava succedendo quelche strana cosa sulla marza ma ancora non si riusciva a capire cosa, mentre ora è ben chiaro ciò che è successo e ancora sta succedendo: dalla marza è partito un ramo ed ora dopo due anni ne sta partendo un secondo che si nota in basso a sx.
Non so se era destino che diventasse una splendida pianta piu unica che rara oppure è dovuto al cianoacrilato che ne ha alterato il DNA, fatto sta che ora, a quasi due anni dall'innesto è così
003Ariocarpus_bravoanus_ssp_hintonii.JPG
004Ariocarpus_bravoanus_ssp_hintonii .JPG
Ariocarpus bravoanus ssp. hintonii
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ilgiovi » 14/04/2012, 19:10

Certo che il portainnesto è proprio brutto :razz2: mentre il resto della pianta è una meraviglia :)
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda AlexMarley » 14/04/2012, 22:38

.......il portainnesto è inguardabile!!.......x fortuna che l'ario è stupendo!! :lol:
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ciccie » 14/04/2012, 22:57

se continua a crescere così :P il portainnesto presto neanche si vedrà :)
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ananxx » 14/04/2012, 23:17

più o meno negli stessi anni ho condotto la stessa operazione innestando però su pereschiopsis.
ora però la Pereschiopsis pare ferma avendo perso quasi completamente le sue foglie, quelle che consentono un continuo richiamo vegetativo e di linfa.
Adesso sono tentato al reinnesto o all'affrancamento :hmm:
ma temo a fare in taglio. Affrancarlo non credo sia così semplice... mi sbaglio?

comunque nel tuo caso
non mi pare male, certo non avrà mai la "napona" sotto ma per ora non è poi tanto deformata, vala la pena lasciarla attaccata
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda marco » 15/04/2012, 8:26

@ Solitamente non innesto per estetica, non amo particolarmente innestare e lo faccio solo in caso di necessità :)
Di solito uso portainnesti bassi perchè poi la crescita della pianta innestata va a nascondere il tutto
Uso solitamente innestare su portainnesti che non spingono eccessivamente la crescita la marza.
@ Brigida è proprio come dici tu, la marza tra qualche anno se non affrancata andrà a ricoprire il portainnesto :wink:
@ Antono in effetti la radice napiforme non sarà piu possibile riprodurla ma il risultato di avere salvato il semenzale è di per se positivo
Per quanto riguarda l'affrancamento di Ariocarpus è possibile senza staccare la marza dal portainnesto che andrà avvolto da inerti tipo pomice e lapillo facendo appoggiare la marza possibilmente su akadama o sulla stessa pomice col tempo la pianta emetterà radici proprie abbandonando il portainnesto
qui troverai il Metodo
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ananxx » 15/04/2012, 18:47

marco ha scritto:.... è possibile l'affrancamento senza staccare la marza dal portainnesto ...

è proprio quello che volevo sapere. Grazie.
In passato mi è capitato di ferire una radice e questa ha cominciato a " piangere" a dirotto essendo pieno d'acqua. Tagliando sopra la marza temevo potesse accadere di peggio dato che la napa è sostenzialmente il serbatoio idrico dell'ario.
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda marco » 15/04/2012, 19:04

Quando si ferisce la radice napiforme di un'Ariocarpus è qusi sicura la perdita della pianta infatti anche Lodi raccomandava molta attenzione al rivaso di queste piante.
In un'Ariocarpus innestato invece la funzione della grossa radice napiforme la svolgono i tubercoli che si gonviano a sproposito per contenere la mucillagine che in caso contrario è contenuta dalla radice
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ananxx » 15/04/2012, 19:34

ho messo un post apposta per questo problema
http://forum.cactipedia.info/coltivazione/ario-e-pereschiopsis-consigli-t6238.html
quindi se tagliassi non dovrei avere problemi :-x :-x
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda mauro » 15/04/2012, 20:24

ciao Marco me lo hai fatto vedere dal vivo questo evento nella bellezza,...ora se posso potrei aggiungere un racconto come da Titolo
luglio 2011 285 [1600x1200].jpg

Due Natali fà all'appuntamento milanese alla fine della serata erano rimasti due fratelli di retusus :) , non sapendo resistere alla fine io e il mio amico paolo li abbiamo presi
come si può immaginare le piante avevano urgente bisogno di un rinvaso raddoppiato, mostravano di aver già fiorito e con una buona esperienza, quasi in settimana mi preparai al rinvaso, semicoscente che magari la pianta non fosse per nulla asciutta...di solito rinvaso gli ario in inverno ma per le mie condizioni di coltivazione sono praticamente asciutte dai primi di ottobre.
Infatti ecco il problema, probabilmente sottoposta a tarde annaffiautre che in serra di coltivazione possono essere giustificate,le radici grosse avevano conquistato il vaso, ma haimè , penso anche si fossero deteriorate, io maldestramente cercai di estrarre anche con forza la napiforme situazione, col risultato di vedere per la prima volta la fuoriuscita di liquido in dose abbondante
Aiuto , cosa avevo combinato, ...ripresa la calma, e ripulito il tutto, dalla radice centrale due grosse derivazioni erano ferite e gocciolavano copiosamente....
Mi ricordai dei consigli del buon Max, che aveva consigliato l'uso di vinavil e acqua per otturare le perdite e tentare il salvataggio...detto, fatto, ma la pressione interna esterna era ancora più favorevole alla fuoriuscita, e una bolla si sollevava dai restauri...
preso da panico, il giorno dopo ho asciugato il tutto e imbracciata la Loctite ho spalmato le due ferite, che nel giro consueto di qualche minuto sono seccate e...la falla si è chiusa...mi ricordo che spolverai anche dell'antifungino....
Naturalmente per tutto l'anno scorso sono stato ancora più parco di acque al soggetto, ma ha gettato quei tre nuovi tubercoli anche se non ha avuto la forza di farmi vedere il fiore
ultima nota dolente so che il fratello è dipartito :oops:
ultimo pensiero, quelle macchie gialle su alcuni tubercoli c'erano anche al momento dell'acquisto e noi le avevamo interpretate come possibili scottature....ma poi invece ho pensato che le piante segnalano anche gli eventi sotteranei in quel modo..
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ananxx » 15/04/2012, 20:42

:o ma è un racconto de terrore...
era capitato anche a me, risolto con la stessa tecnica...felicemente 8)
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda Morena » 15/04/2012, 21:26

Invece per me la storia della loctite sulle radici è proprio nuova, grazie per averla raccontata :)
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda marco » 16/04/2012, 8:05

Ottimo racconto di esperienza di coltivazione Mauro.
Mi ricordo dell'acquisto di quella pianta e del danno causato
Dobbiamo anche dire che il cianoacrilato "Loctite" è uno dei tanti nomi commerciali ma anche la prima a produrlo: veniva usato per suturare alcune piccole ferite dei soldati americani al tempo del Vietnam ho anche visto il veterinario del mio cane chiudere una fuoriuscita di sangue dall'unghia tagilata troppo corta dello stesso
Il cianoacrilato non viene metabolizzato dalla pianta (in teoria) e dopo qualche tempo sparisce senza lasciare tracce :)
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda angelo » 16/04/2012, 12:30

una soluzione da provare anche se qualche dubbio mi sorge sull'innesto di stentati esemplari colonnari di 3-5cm, riuscirà a tenerlo stabile la colla?
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda ananxx » 16/04/2012, 13:38

angelo ha scritto:una soluzione da provare anche se qualche dubbio mi sorge sull'innesto di stentati esemplari colonnari di 3-5cm, riuscirà a tenerlo stabile la colla?

la colla conviene usarla con i piccoli e teneri semenzali. per le piante più grandi tanto valgono le altre tecniche :wink:
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Re: Ariocarpus e cianoacrilato

Messaggioda marco » 16/04/2012, 18:23

Angelo come scrive Antonio il cianoacrilato è bene usarlo su esemplari difficoltosi da accopiare con il semplice sistema dell'elestico dove si avrebbero diffcoltà reali di fissaggio come ad es. piccoli semenzali o addirittura singoli tubercoli di Ariocarpus, ne ho giusto due innestati con cianoacrilato due unici tubercoli di A. retusus la sperimentazione non ha mai fine :mrgreen:
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